Genere giallo: come si scrive?

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Salve mio caro lettore, nelle righe seguenti troverai un approfondimento su come scrivere racconti e romanzi di genere giallo. Ti auguro una buona lettura.

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Il fascino suscitato dal genere giallo in scrittori e lettori deriva dall’intenso coinvolgimento emotivo e razionale che la natura delle sue storie impone. Quest’implicazione è la logica conseguenza di un’accurata miscela di elementi: il crimine, l’arma del delitto, il movente, il detective, il mistero, tracce e indizi, la suspense e la scena clou. La lista può essere allungata a volontà, l’importante è saper ricalibrare il peso di ogni componente in rapporto a tutte le altre. 

Il genere giallo, come il fantasy, è un genere complesso e delicato. Per l’autore il rischio di far perdere credibilità al suo impianto narrativo, anche solo per aver tralasciato un particolare, è sempre dietro l’angolo.

Per caso sei alla ricerca di consigli per comprendere l’arte del giallista e non incappare in errori mentre scrivi il tuo racconto giallo? Allora puoi dichiarare conclusa la tua indagine: sei sul sito giusto! Nel resto dell’articolo ti fornirò una mappa con tutti i passaggi necessari per la creazione di una storia in pieno stile genere giallo che rispetti le aspettative del lettore, eviti le sabbie mobili dei cliché, ma soprattutto rifugga da errori grossolani. 

Concretamente ti parlerò di quali sono e come sfruttare le fasi essenziali, gli elementi collaterali, la figura dell’investigatore e le tipologie di finale di un racconto giallo

Ti chiedo solo di avere pazienza nel seguirmi durante la lettura di tutto l’articolo e sono sicuro che con la tua fantasia, unita alle mie indicazioni, saprai realizzare un capolavoro. 

Pronto? Cominciamo!

Le fasi essenziali

Nell’introduzione dell’articolo ti ho accennato il grande coinvolgimento che il genere giallo è in grado di suscitare. Come ben saprai, però, ogni romanzo che si rispetti deve saper appassionare i propri lettori, dunque perché in questo caso la faccenda dovrebbe essere trattata in modo diverso? La risposta è reperibile nelle infinite pieghe del contratto scrittore-lettore. Chi si appresta a leggere un romanzo giallo, infatti, è consapevole di dover prestare la massima attenzione a ogni dettaglio perché potrebbe essere la chiave di volta per la risoluzione del mistero e non solo. Un habitué del genere si aspetterà che rispetti le fasi essenziali della storia: il delitto, l’indagine e la soluzione.

Cominciamo da qui vedendole insieme. 

  • Il termine delitto non è dei più appropriati, lo so. Forse sarebbe stato meglio crimine. La mia scelta, però, vuole essere un consiglio per chi si è appena approcciato all’arte del giallo. L’evento che più suscita la curiosità dei lettori, infatti, è l’omicidio e la prima fase è essenziale per il proseguo di una buona storia. Se il crimine non è particolarmente intrigante, potrai essere costretto a dover tirare il lettore per la giacca fino all’ultimo pagina. Faccio comunque ammenda per il mio improprio terminologico e preciso che il crimine può essere dei più svariati: furto, omicidio, attentato, rapimento, stupro. Hai l’imbarazzo della scelta e, se proprio non riesci, ascolta qualche telegiornale e trai spunto dalle vicende. L’importante è costruire un caso non banale e assicurare validità alla vicenda: un detective, un commissario o chiunque sia il tuo protagonista (competente e carismatico) non si scomoderà certo per il rapimento di un gatto o la scomparsa di una scarpa.
  • Durante l’indagine puoi mostrare la tua immensa dote di giallista, sollecitando nel lettore intuizioni e ragionamenti. È questa la fase in cui il protagonista, e di conseguenza chi legge il libro, “inciampa” o scova tracce e indizi che lo condurranno alla soluzione del caso. Terreno fertile per creare una suspense crescente che accompagnerà il lettore fino alla fine della vicenda. Il senso di tensione emotiva lo opprimerà, costringendolo a correre nella lettura per giungere alla conclusione.
  • La risoluzione è il momento in cui i nodi vengono al pettine. Il tuo protagonista ha risolto il caso caso ed è pronto a smascherare il colpevole. Avrà, quindi, cura di ricostruire nei minimi dettagli come il crimine è stato compiuto, indicare il movente, quali sono stati gli inizi e le tracce che l’hanno portato, eventualmente, fuori strada e quali, invece, lo hanno portato a scoprire chi si cela dietro il mistero. Questa è la fase in cui al lettore devono essere rivelati tutti gli aspetti di ogni scena già descritta e non, rispondendo così alle numerose domande drammaturgiche che avrai accumulato durante la narrazione. 

Dopo questa prima infarinatura, direi di affondare i denti negli elementi collaterali, andando alla scoperta di come dare varietà e specificità alle tre fasi.

Gli elementi collaterali

Nella lettura del paragrafo sulle fasi essenziali del genere giallo, avrai sicuramente capito di avere a che fare con un miscuglio di elementi diversi che bisogna saper calibrare con diligenza e abilità. Per permetterti di prendere confidenza con la complessità di questo mondo, mi concentrerò su alcune componenti fino a ora solo accennate: il movente, le tracce e gli indizi, l’arma del delitto e la suspanse. Vediamoli insieme.

  • L’importanza del movente è legata alla possibilità di associarlo a un personaggio e scoprire così il colpevole. Quest’elemento, però, può essere sfruttato anche per portare il protagonista, e con lui il lettore, fuori strada. La sua versatilità (ancor più il tuo ruolo di scrittore) ti consente di renderlo adatto a più di un personaggio, rendendo il caso più interessante. Caratteristica fondamentale del movente è la credibilità: tanto i criminali devono essere in grado di commettere il reato che vuoi far loro compiere quanto la loro motivazione deve essere valida.
  • L’elemento tracce e indizi, soprattutto per i neofiti, è sempre fonte di confusione. È bene, perciò, avere chiara la loro distinzione. Con tracce si intende un segno fisico di qualsiasi tipo (impronte, documenti, ecc.) e sono la testimonianza di una condizione. Con indizi, invece, si intende la presa di coscienza di un fatto certo che lascia dedurre un altro fatto (ancora sconosciuto).
  • Per quanto riguarda l’arma del delitto è un elemento chiave solo se, ovviamente, hai intenzione di scegliere come crimine l’omicidio. Il miglior consiglio che si può ricevere per sfruttare al meglio quest’ingrediente è: non sceglierla a caso. L’utilizzo di un particolare oggetto rispetto a un altro può allargare o restringere la cerchia dei sospetti. Inoltre capita spesso che lo strumento scelto per l’omicidio rispecchi la personalità, lo stato sociale e il modus operandi di un certo tipo di persona. Nessuno ti vieta di sfruttare la scelta dell’arma per fuorviare i sospetti, ma anche qui bisogna rispettare la caratteristica della credibilità: una bambina non può maneggiare un martello. Mi sembra ovvio.
  • La suspense, oltre a tenere il lettore con gli occhi incollati al libro, è molto utile per far passare inosservati indizi e tracce fondamentali. Lo stato di tensione emotiva farà in modo che ci si concentri, magari, su quelli irrilevanti e diventa più facile essere ingannati. Come creare la suspense? Il modo più efficace è fissare una scadenza. Il protagonista dovrà lottare anche contro l’orologio e la sua lotta sarà anche quella del lettore. Così facendo beneficerà di più del lieto fine.

E l’investigatore? Tranquillo mio caro lettore, non mi sono dimenticato di lui. Ho preferito, però, dedicargli un intero paragrafo.

L’investigatore, il detective, chi risolve il mistero: il protagonista

Durante la stesura di tutto l’articolo hai avuto modo di leggere quanto spesso ho messo sullo stesso piano lettore e protagonista. La ragione è dovuta a una regola base del genere giallo: lettore e investigatore devono essere messi nelle stesse condizioni per risolvere il caso. Combinando a questa una delle regole generali del romanzo, cioè fare in modo che chi legga si immedesimi nel protagonista, ecco la formula per la creazione di un protagonista perfetto.

È tuo compito di creare un personaggio principale con una forte personalità, capace di diventare un punto di riferimento per il lettore; seguirlo nella sua vita privata e lavorativa, fornendo così chiare indicazioni per permettere la personificazione; sapere qual è la sua passione più grande, le sue paure, perché e come è quello che è. Insomma, creare un protagonista a tutto tondo coerente e caratteristico. Meglio ancora se, oltre a queste caratteristiche, la sua figura riuscisse a infondere un pizzico di gelosia.

Il classico metodo per creare un alone di ammirazione e invidia nei confronti dell’investigatore e delle sue qualità è affiancargli un braccio destro. La funzione del personaggio-compagno non si limita a questo. Potrai utilizzarlo, infatti, per veicolare delle spiegazioni; esternare le riflessioni dell’investigatore o magari fargli porre delle domande sul caso, mettendo sempre nella stessa condizione di conoscenza il protagonista e il lettore.  

Mi raccomando, è assolutamente vietato muovere l’investigatore senza mettere il lettore al corrente di quello che fa, come lo fa e perché. 

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Siamo giunti alla fine dell’articolo. Prima di lasciarti, però, voglio avvisarti che c’è ancora tanto da scoprire sul genere giallo, ma andare oltre in questa sede potrebbe crearti solo confusione. Inoltre, non dimenticare mai che tutto ciò di cui ti ho parlato non è da considerare come legge assoluta. È giusto studiare la natura, le caratteristiche e le tecniche dei generi che preferiamo, ma dipenderne può diventare un male. L’obiettivo deve essere far proprie le nozioni per riuscire, un giorno, a superarle.

Se l’articolo ha stimolato la tua voglia creativa, cosa aspetti? Corri a lavorare al tuo progetto! Io ti aspetto in una delle mie lezioni private e al prossimo articolo. 

A presto, mio caro lettore.