Il fantasy: istruzioni d’uso

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Le origini del fantasy hanno echi antichi, alcuni risalenti addirittura al mito, e ne fanno uno dei generi più ricchi di archetipi narrativi: lotta tra ordine e caos, natura e civiltà, ricerca del proprio destino, senso del meraviglioso e chi più ne ha più ne metta. 

Grazie all’enorme successo del Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien, nel secondo Novecento il genere è riuscito a ritagliarsi uno spazio nel cuore di molti lettori. Da allora, appassionati e curiosi si sono cimentati (e tutt’ora si cimentano) nel tentativo di rinnovare i topoi su cui il fantasy si sostiene. Tuttavia i rischi sono elevati. Ritrovarsi a riprendere in maniera banale elementi già utilizzati e costruire storie poco originali con temi derivati dai capolavori del momento (e non) sembra un destino al quale la maggior parte deve arrendersi. 

Per caso ti senti parte di questa categoria e cerchi consigli per non incappare negli errori altrui? Non preoccuparti: sei sul sito giusto! Nel resto dell’articolo ti fornirò una mappa con tutti i passaggi necessari per la creazione di una storia fantasy che rispetti le aspettative del lettore ed eviti le sabbie mobili dei cliché.

Concretamente ti mostrerò fin dove affonda le radici il genere del fantasy, quali sono i sottogeneri principali, quali strutture narrative seguire all’inizio per costruire la tua storia e come creare un mondo, compreso di personaggi, lingua e magia. 

Ti chiedo solo di avere pazienza nel seguirmi durante la lettura di tutto l’articolo e sono sicuro che con la tua fantasia, unita alle mie indicazioni, saprai realizzare un capolavoro.

Pronto? Cominciamo!

Le origini del fantasy

Benché nell’introduzione dell’articolo io abbia scritto che le sue origini risalgono alle grandi narrazioni antiche, come genere letterario e categoria editoriale autonoma, il fantasy nasce intorno al 1900.

Personalmente la data a cui associo questa nascita è il 1923: anno dell’uscita di Weird Tales, prima rivista interamente dedicata al genere. La pubblicazione in questione rappresenta il momento precedente la fioritura del fantasy moderno, iniziata nel Settecento, proseguita tra influenze e scissioni e completata dalla pubblicazione del capolavoro di Tolkien. Negli anni 50 entra in stampa Il Signore degli Anelli e il suo enorme successo permette al genere di ritagliarsi una notevole fetta di pubblico e uno spazio tra le categorie letterarie.

Non preoccuparti, non ho dimenticato lo scopo del mio articolo. Proprio perché cimentarsi, in questa sede, in un approfondito viaggio nei secoli dell’evoluzione del genere fantasy sarebbe dispendioso e improduttivo, ti lascio dei link di riferimento se volessi approfondire l’argomento.

Gli articoli sono tutti scritti dal mio collega Alfonso Zarbo, esperto del genere, e riguardano le origini storiche del fantasy1. Gilgamesh2. L’epica greca3. La mitologia nordica4. I miti celtici e irlandesi5. L’epica medievale6. La fiaba7. Tra Settecento e Novecento

Dopo questa breve appendice, è ora di addentrarci nelle caratteristiche specifiche del genere. Le linee di confine dell’argomento di cui mi appresto a parlare sono molto sottili e per evitare di fare confusione è il caso di affrontarle sfruttando la materia dei sottogeneri.

Principale sottogenere del fantasy (moderno)

Dai poemi omerici al romanzo cavalleresco, il fantasy attraversa la storia del Mondo e di ogni epoca porta con sé un ricordo. Non a caso in esso troviamo una commistione di elementi: creature magiche provenienti dalle tradizioni culturali mondiali, il conflitto tra bene e male, la magia, il soprannaturale, i dubbi sulla natura dell’uomo e il suo rapporto con le divinità, ma soprattutto la voglia di evadere dall’ambiente che ci circonda (tanto da crearne uno parallelo).

Per sfruttare al meglio questa ricchezza di elementi ti consiglio di dare uno sguardo ai sottogeneri del fantasy. Ogni categoria rappresenta un modello in cui spiccano degli aspetti (i cosiddetti dominanti) e che forniscono delle linee guida per orientarti nella costruzione della tua storia. 

I sottogeneri attestanti del fantasy sono più di una trentina ed elencare le caratteristiche di ognuno porterebbe quest’articolo fuori dal suo contesto. 

Vediamo, quindi, per sommi capi solo le caratteristiche del principale: il fantasy epico.

La sua caratteristica dominante è l’ambientazione in cui si svolgono le vicende, cioè il mondo “secondario”. Il termine fu coniato da Tolkien, i cui libri seguono proprio i modelli di questo sottogenere, e indica un mondo creato dall’autore basandosi su elementi reali. Questi, assieme a mappe geografiche, aiutano il lettore nell’immersione. La descrizione dei luoghi, solitamente, è d’ispirazione medievale.

Le trame sono basate su scala epica e ruotano attorno ai topic della lotta fra bene e male o della quest, in cui gli eroi sono impegnati. In entrambi i casi il destino del mondo è in bilico.

Gli eroi sono spesso inconsapevoli, figure inaspettate e ignare della minaccia che incombe su di loro e sul mondo che li circonda; vengono coinvolte nella lotta perché scoprono di essere gli unici in grado di sconfiggere il nemico. Spesso l’eroe è aiutato da un mentore, per lo più mago.

Le guerre sono un ulteriore elemento fondamentale. Le battaglie campali, in particolare, sono gettonate per la descrizione di scene cruente e sanguinose. Com’è intuibile, anch’esse sono figlie di un clima medievale, ma con la peculiarità di elementi magici capaci di decidere le sorti della guerra. 

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Hai dato uno sguardo ai sottogeneri e hai scelto quello più adatto alla storia che intendi raccontare. Perfetto! Lascia ora che ti introduca ad argomenti di carattere più generale. Ti saranno sicuramente utili come linee guida per le prime esperienze con la scrittura di questo genere.

Creare un mondo: tra personaggi, lingua e magia

Sei un aspirante scrittore di fantasy dalla fervida immaginazione. È una delle motivazioni per cui vuoi cimentarti nell’impresa di costruire un intero mondo e gestire pensieri, parole e opere di ogni suo abitante. Sono fiero di te, ma ti consiglio prudenza. È fondamentale avere chiaro lo scheletro del libro prima di cominciare a scriverlo. 

Vuoi sapere come non rischiare che la tua storia finisca fuori dai binari sui cui l’avevi posta? La soluzione è organizzare una scaletta da rispettare e procurarti il materiale necessario a rendere il tuo mondo, personaggi compresi, coerenteverosimile. Ti sono familiari? Sono i principi che abbiamo trattato parlando del racconto e che Orwell in persona, nel suo saggio sulla scrittura, ha consigliato di rispettare.

Immagino nella tua storia vorrai trattare di popoli diversi per fisicità, cultura e carattere (come fate, orchi, elfi, ecc.). Ti consiglio, allora, di curare nei dettagli ogni aspetto della loro diversità. Ognuno avrà una propria lingua, un proprio gergo, si preoccuperà maggiormente per un avvenimento piuttosto che per un altro e reagirà in modi consueto alla sua natura. La lista è lunga, ma credo tu abbia capito a cosa mi riferisco.

Il tuo compito da bravo scrittore è far trasparire nel testo queste differenze, sviluppando uno stile polifonico. Per aiutarti crea delle schede-personaggio ed estendile all’intero popolo. Sarà un ottimo punto di partenza.

Inoltre, devi dedicare una cura particolare alla magia, determinandone i cui confini con un sistema di leggi (naturali) che non si possono violare nel corso della storia. Non faresti bella figura se la magia intervenisse come un deus ex machina a risolvere l’intreccio della tua storia. Per evitare una simile gaffe è bene chiederti: chi può usare la magia? Tutti? Perché? Se non tutti, chi e perché? Ha un prezzo? E così via con domande dello stesso genere.

Ti consiglio di sfruttare lo strumento delle domande per ogni aspetto della tua storia. Acquisirai così la consapevolezza necessaria per realizzare un mondo secondario credibile, capace di rispondere a ogni domanda del lettore.

Materiale pronto: come inizio?

Hai raccolto il materiale, ti sei posto le domande giuste e hai dato le dovute risposte. Hai una scaletta, ma non sai come iniziare. 

Mi dispiace dirti che non ci sono formule magiche per la creazione di un incipit efficace. Posso, però, provare a darti dei consigli. 

Sicuramente il mondo che hai creato sarà noto solo a te e per questo dovrai fornire al lettore un ingente quantitativo di informazioni

Puoi provare con un prologo, ma il rischio di finire a scrivere una prosopopea è alto. Perché, allora, non provi con un esordio che catturi immediatamente l’attenzione del lettore? Magari iniziando fin da subito nel bel mezzo dell’azione e sfruttando ogni situazione per fornirgli piccoli dettagli su personaggi, spazio, tempo, regole e così via.

La strada alternativa è quella della sperimentazione: cerca un modo personale e creativo per introdurre il lettore alla tua opera.

Siamo giunti alla fine dell’articolo. Prima di lasciarti, però, voglio avvisarti che c’è ancora tanto da scoprire sul mondo del fantasy, ma andare oltre in questa sede potrebbe crearti solo confusione. Inoltre, non dimenticare mai che tutto ciò di cui ti ho parlato non è da considerare come legge assoluta. È giusto studiare la natura, le caratteristiche e le tecniche dei generi che preferiamo, ma dipenderne può diventare un male. L’obiettivo deve essere far proprie le nozioni per riuscire, un giorno, a superarle.

Se l’articolo ha stimolato la tua voglia creativa, cosa aspetti? Corri a lavorare al tuo progetto! Io ti aspetto in una delle mie lezioni private e al prossimo articolo. 

A presto, mio caro lettore